Nusco, centro storico
Adagiato su uno stretto crinale che fa da spartiacque tra le valli dell’Ofanto e del Calore, il borgo (m. 914, ab. 4.000 circa), tra i più alti della provincia, è detto per l’estensione dei suoi panorami ‘balcone d'Irpinia’; nel nucleo storico conserva in buona parte l'aspetto medievale, con strade lastricate in pietra calcarea. L'abitato si sviluppò probabilmente intorno a una rocca di cui restano pochi ruderi, sul punto più elevato del colle (bel panorama) per volere di Sant’Amato, vescovo nell’XI secolo e attuale patrono, che vi raggruppò gli abitanti del circondario. La chiesa di S. Antonio, all'ingresso settentrionale del paese, ha un portale cinquecentesco proveniente dalla Cattedrale. Del '500 è il campanile della Cattedrale stessa, intitolata a Sant’Amato, nella piazza centrale. All'interno sono notevoli il pulpito ligneo del '600, opera di maestranze locali; un seggio vescovile in legno dorato (VIII secolo), vari dipinti dell'Ottocento e il soffitto affrescato con scene bibliche; la cripta è di origini romaniche (XII secolo), con robuste colonne che sorreggono volte a crociera. (da Guida Verde 'Campania' / Touring Club Italiano). Da non perdere è il vasto e interessante ‘Museo e Archivio Storico Diocesano’ (progetto di Verderosa studio e altri); ambientato nell’ex- Palazzo Vescovile e nell’annesso ex-Seminario, vi sono raccolti numerose opere d’arte e reperti di interesse storico e artistico, recuperati in gran parte -grazie alla meritoria opera di Mons. Tarcisio Luigi Gambalonga- dalle chiese crollate col terremoto del 1980.