Canosa

Città della provincia di Barletta-Andria-Trani, a 105 metri di altitudine, con circa 31.000 abitanti, è su un pendio alla destra del fiume Ofanto, all'estremità NO delle Murge. È centro commerciale e agricolo, con piccole industrie alimentari e dei materiali da costruzione. Nodo autostradale per Napoli, Bari e Bologna. Il nome antico era Canusium (gr. Κανύσιον); città daunia, fondata secondo la leggenda da Diomede, divenne romana nel 318. Era rinomata per l'industria della lana e per la produzione delle ceramiche, testimoniata da numerosissimi esemplari, spesso di grandi dimensioni, provenienti dalle tombe della città e dalle necropoli di tutta la Puglia e appartenenti a epoche diverse: dai più antichi, senza vernice e a decorazione geometrica (caratteristica fra tutte la forma di cratere a imbuto), ai cosiddetti vasi listati, con decorazione a fasce parallele, geometrica e figurata insieme, a quelli d'imitazione greca a vernice nera con figure rosse, fino ai grandi aschi bianchi con ornamentazione figurata plastica. La città medievale sorse all'incirca dove era la vecchia Canusium; devastata dalle incursioni barbariche, cominciò a rifiorire in epoca longobarda, ma fu nuovamente distrutta dai Saraceni, nell'840-70; ricostruita verso il 965, fiorì in età normanna (11°-12° sec.). Danneggiata dalle guerre dinastiche in epoca angioina (14°-15° sec.), resistette eroicamente nel 1502 a fianco degli Spagnoli contro le truppe francesi, che la occuparono solo dopo lungo assedio. Nel 1530 Carlo V la diede in dono a Filiberto d'Orange, ma due anni dopo la concesse a Onorato Grimaldi, i cui discendenti la vendettero nel 1643 a Filippo Affaitati; nel 1818 fu assegnata al vescovo di Andria. (Treccani)

Da non perdere il lungo Ponte Romano, con possenti arcate in muratura di pietra che fondano nelle acque del fiume Ofanto; in prossimità del ponte, da non perdere, è l'Arco di Traiano. Spostandoci nel centro storico: la Concattedrale di S. Sabino (meta di arrivo della Tappa 14 del Cammino) con l'annesso Mausoleo di Boemondo d'Altavilla e la Canosa sotterranea partendo dagli Ipogei Lagrasta.