Abbazia di Montevergine

Il Santuario di Montevergine sorge nel cuore dell'Irpinia. A 1.263 metri di altitudine, domina la valle del fiume Sabato. È un luogo di profonda spiritualità, da secoli meta di pellegrinaggi.

La storia di Montevergine è legata a Guglielmo da Vercelli che la fondò e costruì con le sue mani nel 1124, 900 anni fa. A Guglielmo si deve la costruzione di una chiesa dedicata al culto della Madonna, ancora oggi meta di pellegrinaggio, e la fondazione della congregazione verginiana.

L'Abbazia di Montevergine è raggiungibile a piedi (da Mercogliano o da Ospedaletto, attraverso il sentiero devozionale della Juta (coincide col Cammino di Guglielmo); una strada carrabile, con stretti e numerosi tornanti, collega l'abbazia con l'uscita autostradale Avellino ovest, sulla A3 Napoli-Bari.

Consigliamo di salirvi con la bella funicolare, costruita nel 1926 e inaugurata nel 1956; in soli 1.670 metri di lunghezza copre un dislivello di ben 734 metri, con un'inclinazione compresa fra i 43 e i 63 gradi. Si parte dal centro di Mercogliano e in 7 minuti raggiunge l'abbazia tra castagneti e spuntoni calcarei, con magnifici scorci panoramici sulla vallata e sull'abbazia di Loreto.

Si consiglia di visitare l'interno della Basilica Antica dove è custodita l'effigie miracolosa della Madonna, una grande tavola della Madonna di Montevergine, per i fedeli 'Mamma Schiavona', opera di Montano d'Arezzo (fine XIII secolo). Da lì si può visitare la nuova 'basilica cattedrale', eretta nel 1952-61, ispirandosi alle forme del romanico. Innestata trasversalmente sul luogo di culto barocco, di cui incorpora quasi per intero la navata sinistra, ha dimensioni imponenti (54 m di lunghezza per 25 di larghezza). Le spoglie del Santo Guglielmo sono custodite sotto l'Altare maggiore. Da non perdere il MAM (Museo Abbaziale di Montevergine) che raccoglie numerose opere d'arte tra le quali la 'Madonna del Latte' o 'Madonna di S. Guglielmo', una bella tavola lignea del XIII sec. e numerosi altri dipinti su tela, dedicati alla vita di Guglielmo, opere di Domenico Antonio Vaccaro.

Se il raccoglimento del santuario di Montevergine offre conforto allo spirito, la salita alla basilica soddisfa l'occhio, aprendo ampi paesaggi dominati dai boschi di castagni e di faggi, con belle vedute sulla sottostante conca avellinese. (TCI)

Salendo all'abbazia si gode di viste mozzafiato: verso est si vede l'ampia catena dei monti Picentini mentre dal lato ovest si può ammirare il profilo del Vesuvio. Qui passa il 'Sentiero Italia' del C.A.I. (AV). Panorami ancora più ampi si guadagnano con l'escursione fino alla vetta del Montevergine (m 1493), in pieno Parco del Partenio: nelle giornate limpide la vista spazia fino al golfo di Napoli. (da Guida Verde 'Campania' / Touring Club Italiano).

Dalla 'Legenda della vita del Santo' apprendiamo che il giovane Guglielmo, dopo essere giunto in Irpinia e fermato presso Atripalda (Av), nel 1118 salì sul monte sovrastante Mercogliano (Av), eleggendolo a luogo ideale per condurre una vita solitaria e farne un rifugio di pace e spiritualità. Qui, in prossimità di una sorgente e delle rovine di un tempio della dea pagana Cibele, Guglielmo costruì una piccola cappella dedicata a Maria Vergine; presso questa cappella san Guglielmo stabilì la sua dimora. Presto la sua fama si diffuse nella zona e molti accorsero a visitare il santo anacoreta. Attorno a lui, sul Monte della Vergine, si formò una comunità di cercatori di Dio, ai quali Guglielmo dette una Regola di vita ispirandosi alla 'Regula monasteriorum' di san Benedetto. La Congregazione dei Monaci di Montevergine si diffuse rapidamente nell'Italia meridionale. Prese quindi vita il Santuario mariano più vasto e importante del Sud-Italia dove si venera tuttora la 'Madonna di Montevergine' o 'Mamma Schiavona'.

Montevergine è riportata molte volte nella 'Legenda'; vi sono narrati anche alcuni miracoli. Seguono i titoli dei paragrafi riportati in 'Episodi della vita di San Guglielmo', opera di Giovanni Mongelli O.S.B.: 'L'orso che intorbida l'acqua', 'Costruzione della prima chiesa', 'L'episodio del ligure Gualtiero', 'La leggenda delle colombe', 'La guarigione di una donna muta', e – sicuramente l'episodio più famoso –: 'La leggenda del lupo e dell'asinello'.