Lioni

Il nome Lioni sembra derivare da un antico monumento in pietra in cui erano effigiati dei leoni. Uno è tuttora visibile davanti al palazzo del municipio. La tradizione vuole che in epoca romana il centro fosse utilizzato come luogo di sepoltura, dato confermato anche dai rinvenimenti di lapidi e stele.
La fondazione del paese risale al medioevo, come documentato da alcune notizie del XIII secolo, in cui si legge che il territorio lionese rientrava nel feudo di Oppido. Poi fu amministrato dalle famiglie Balvano, Gianvilla, Caracciolo e Imperiale.
Il terremoto del 1980 causò gravissimi danni e perdite umane. Oggi Lioni è in costante ricerca della propria identità e legame col territorio che valorizza attraverso l’arte e la street art in particolare, come dimostrano i murales disseminati tra le case del centro.
Si dice che durante la terribile pestilenza del 1656, Lioni fu salvata da San Rocco. Da quel momento il legame della comunità con il santo fu fortissimo. Fu decretato protettore della comunità il 31 ottobre 1774. Il suo santuario fu eretto nel centro del paese, dove nel 1500 era una cappella dedicata alla Madonna del Carmine, distrutta nel 1626 e ricostruita nel 1638. La chiesa, rimaneggiata e riedificata più volte per i ricorrenti terremoti, fu rasa al suolo dal sisma del 23 novembre 1980. Il moderno santuario, opera dell’architetto Giovanni Muzio di Milano, richiama forma e stile della Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. 
La statua che viene portata in processione fu realizzata nel 1750 dallo scultore lionese Pietro Nittoli.