Sant'Amato

Amato nacque agli inizi dell’anno Mille a Nusco. Era figlio di un certo Landone e apparteneva ad una importante famiglia longobarda. Divenne sacerdote quando era poco più di un ragazzo e decise di dedicare tutta la sua vita a portare il messaggio cristiano nei paesi e tra le montagne dell’Irpinia, tra l’Alta Valle del Calore e l’Alta Valle dell’Ofanto.

Un personaggio molto importante nella vita di Amato fu il monaco benedettino Alfano, scrittore, medico e arcivescovo di Salerno. Fu proprio grazie a lui se nel 1076 nacque la Diocesi di Nusco e Amato ne divenne il primo vescovo. Da quel momento il vescovo Amato si impegnò instancabilmente ad evangelizzare le comunità cristiane dell’Irpinia.

Amato fece costruire molte chiese tra cui la cattedrale di Nusco dedicata al protomartire Stefano, la chiesa di Santa Maria Nova vicino al Lago Laceno e quella di San Lorenzo a Bagnoli. Fece edificare inoltre, un eremo per pregare in silenzio e recuperò un antico monastero abbandonato in contrada Fontigliano.

Era un uomo molto generoso tanto che prima di morire, nel 1093, donò tutti i suoi beni alla Chiesa. Si racconta che in molti continuarono a rivolgersi a lui in preghiera anche dopo la sua scomparsa, tanto che pare sia stato acclamato santo prima dai fedeli che dal Papa.

A Nusco, Sant'Amato è festeggiato due volte l’anno: il 28 maggio e il 30 settembre, il primo in ricordo della traslazione delle sue ossa nella cripta della cattedrale di Nusco e il secondo nella data della sua morte.