La cappella dell’Episcopio

La cappella dell’Episcopio

La cappella costituisce il cuore spirituale della residenza vescovile. Entrando nella sala, l'attenzione è subito catturata dall'altare marmoreo ottocentesco della parete di fondo. È un raffinato esempio di tardo stile neoclassico, sovrastato da un dipinto del XVIII secolo che ritrae Sant’Amato mentre benedice la città di Nusco. Questo spazio, dedicato alla preghiera e alla celebrazione, è stato scelto per ospitare la collezione di reliquiari di diverse epoche e stili. A destra dell’ingresso, nella sacrestia antica, è stata realizzata una moderna lipsanoteca, dove sono undici reliquiari: sei del tipo a mezzo busto o a cassetta, per la forma della base, e cinque del tipo antropomorfo, in quanto riproducono parti del corpo umano come braccia e gambe. Questi reliquiari, risalenti al XVI e XVII secolo, provengono, secondo una consolidata tradizione, dall’Abbazia di San Guglielmo al Goleto, poi trasferiti nella Chiesa Madre di San Nicola di Gesualdo dopo la soppressione napoleonica del 1807. 
Particolarmente toccante è il piccolo reliquiario del XVIII secolo esposto nella vetrina di fronte alla lipsanoteca. Rappresenta un bimbo a mezzobusto che al centro del petto reca una preziosa teca in argento contenente le reliquie dei Santi Innocenti martiri, ossia di quei bimbi che il Re Erode fece uccidere per scongiurare che il neonato "Re dei giudei" potesse prendere il suo posto. È realizzato in cartapesta argentata, materiale povero che contrasta con il piedistallo in bronzo dorato e decori d’argento.